Genitori che aiutano a comprare casa: cosa succede dopo, tra eredità e comunione dei beni

Famiglia avvocato Macerata

Capita spesso: un figlio compra casa e i genitori mettono, in tutto o in parte, i soldi per pagarla. È un gesto comune, quasi scontato in famiglia. Ma dietro questo aiuto si nasconde un istituto giuridico preciso, che si chiama “liberalità indiretta”, e che può avere conseguenze importanti in due momenti della vita: quando si apre un’eredità e quando si è sposati in comunione dei beni. Vediamo di cosa si tratta, senza tecnicismi.

Che cos’è, in pratica

Quando un genitore vuole aiutare un figlio a comprare casa, può farlo in due modi. Il primo è donargli direttamente il denaro: in questo caso serve un atto notarile, come per qualsiasi donazione. Il secondo, molto più frequente, è che il genitore paghi direttamente, in tutto o in parte, il prezzo al venditore, mentre la casa viene intestata al figlio. In questo secondo caso non c’è bisogno di un atto di donazione formale, ma il risultato economico è lo stesso: il figlio si ritrova proprietario di un immobile grazie ai soldi del genitore. Per la legge, questo “aiuto mascherato” produce comunque gli effetti di una donazione, anche se non ne ha la forma.

Cosa succede quando, in futuro, si apre l’eredità del genitore

Se il genitore che ha aiutato il figlio ha anche altri figli, la legge richiede che, al momento dell’eredità, i conti tornino pari tra gli eredi. Chi ha ricevuto un aiuto in vita deve “rimetterlo sul piatto” quando si divide il patrimonio, così che nessun erede risulti favorito rispetto agli altri. Questo meccanismo si chiama collazione. E qui la distinzione è cruciale.

Se il genitore ha pagato l’intero prezzo dell’immobile, la giurisprudenza considera che il vero regalo sia stato l’immobile stesso, non i soldi. Di conseguenza, quando si divide l’eredità, si dovrà tenere conto del valore attuale della casa, non della somma versata a suo tempo.

Se invece il genitore ha pagato solo una parte del prezzo, le cose cambiano: in questo caso non si considera donato l’immobile, ma soltanto la somma di denaro effettivamente versata. È quindi quella cifra, e non una quota di valore della casa, a dover essere restituita idealmente agli altri eredi in sede di divisione.

La differenza non è di poco conto: il valore di un immobile può crescere molto negli anni, mentre una somma di denaro versata tempo prima resta quella. Sapere in anticipo come sarà trattato l’aiuto ricevuto può quindi evitare sorprese e discussioni tra eredi.

Cosa succede se sei sposato in comunione dei beni

Chi è sposato in comunione dei beni sa che, in linea generale, tutto ciò che si acquista durante il matrimonio finisce nel patrimonio comune di entrambi i coniugi. Fanno eccezione i beni ricevuti in eredità o in donazione, che restano personali. La domanda è: una casa comprata grazie ai soldi di un genitore rientra nella comunione, oppure resta di proprietà esclusiva del figlio, senza bisogno del consenso o della firma del coniuge?

La Corte di Cassazione ha chiarito che, quando il genitore ha pagato per intero il prezzo dell’immobile, non serve alcuna dichiarazione del coniuge: la casa è considerata a tutti gli effetti un dono ricevuto dal figlio, e come tale resta fuori dalla comunione legale, esattamente come accadrebbe con un’eredità o una donazione diretta. Quando invece il genitore ha versato solo una parte del prezzo, la situazione è più incerta: parte della giurisprudenza ritiene che, in questo caso, la casa rientri comunque nella comunione tra i coniugi, secondo le regole ordinarie.

Perché conviene pensarci per tempo

Un aiuto economico dei genitori per comprare casa è un gesto naturale, ma non è privo di conseguenze giuridiche. La differenza tra pagare tutto il prezzo o solo una parte incide su come verrà trattato l’aiuto quando, in futuro, si dividerà l’eredità tra gli eredi, e su chi sia davvero proprietario della casa in caso di separazione tra coniugi. Per questo, prima di procedere con un acquisto di questo tipo, può essere utile confrontarsi con un professionista, così da capire cosa conviene fare e documentare correttamente l’operazione fin dall’inizio.

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